Daddy

mi ha dato bruscamente la sveglia la telefonata di G chiedendomi se avessi comprato la dotazione di camici, visiere e guanti per Stellina ed E a  casa di mamma. Nooo!  Sono andata a prendere tutto l’occorrente e l’ho consegnato, facendo così tutto pronto per il ritorno a casa di mamma, B’H.

Ho recapitato a Marta la challah che le avevo promesso, mi fa così piacere condividere un rituale ebraico con una cara amica, o come la definisce Ariel Libi  ‘la nostra mamma ebrea a Modena’ ! 
Abbiamo visitato Gianfranco, anche con una challah per loro, per questo difficile primo Shabbat dalla morte del suo papà!

Mentre accompagno Libi dalla dottoressa, poverina per il mal d’orecchio che deve essere tremendo, la notizia che la mamma è a casa sua!

La tensione continua di questo anno con la pandemia sempre dietro l’angolo, se si è fortunati e ci proteggiamo, o sulla soglia della nostra vita, un po’ meno fortunati, ma combattiamo, o irrompente in modo devastante, e allora piangiamo, da soli o insieme… questa tensione, dicevo, si può talvolta esprimere, rappresentare, negli alti e bassi di un giorno.
Come oggi.

E poi, come ora, accendiamo le candele per invocare che duri la speranza. Guardò il pane che ho potuto fare e dico grazie.

Shabbat Shalom

 

 

 

 

 

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