2 Luglio 2026 – 17 di Tammuz 5786
Grazie al mio amico Shachar che mi ha informato di questa occasione.
Ieri sera, sotto una tempesta di pioggia e vento, e un’afa da gocciolare, parto con l’auto diretta alla Comunità di Bologna per incontrare Dikla Mizrachi.
Dikla è una madre superstite, ad oggi, a 1000 giorni di shock, dolore straziante, accettazione, responsabilità di tenere insieme il dolore di suo marito e dei suoi figli e di trasformarlo in qualcosa di utile.
Il 7 ottobre 2023 il loro figlio e fratello Ben z’l è stato ammazzato nell’attacco terroristico compiuto da H***s in Israele. Ben era al Nova Festival.

Dikla ci ha raccontato il piccolo Ben, la sua personalità, la crescita con i suoi progetti e sogni, l’arruolamento nell’IDF nel reparto dedito al salvataggio e assistenza medica, che coincideva con la sua vocazione ad aiutare gli altri.
Poi il 7ottobre di Ben: quel giorno, 1000 giorni fa, Ben ha scelto di soccorrere qualcuno dei giovani che erano stati braccati e feriti nell’area del Nova. Sacrificando la sua possibilità di salvarsi.
Intrinsicamente alla storia di Ben e per riflesso di centinaia di altri, ciò che mi ha colpito profondamente è stato capire quanto importante è il racconto di ogni singola vita. Grazie Dikla, e grazie alla Comunità di Bologna che mi ha accolto e fatto sentire in comunità.
Noi ricordiamo i defunti, ne onoriamo la memoria, dicendo “Che la sua memoria sia di benedizione”. Non in senso astratto, come auspicio che dal cielo ci piova addosso del bene. Bensí intendendo: possa la sua memoria essere di benedizione nel farci raccogliere almeno un aspetto, un modo di agire, del defunto che sia illuminante ed edificante e quindi portarlo avanti, integrarlo nella nostra vita.
Che la memoria di Ben z’l sia di benedizione.
Che il ricordo di tutti gli Ebrei e/o Israeliani trucidati il 7 ottobre 2023, sia di benedizione per tutti gli Ebrei che vivono, e che credono nella vita proteggendola con grandi sacrifici, in tutto il mondo.
Lior



Grazie Lior,
Sono molto felice che sei venuta a questo evento. Era opportunità stupenda di capire la realtà di Israele in questo periodo. Siamo ancora in lutto per tutti che sono caduti e uccisi, mentre siamo ancora in una battaglia per il nostro futuro.
Grazie Shachar. Infatti lungo questi quasi tre anni l’elaborazione del nostro lutto è stata appesantita dal bisogno di difenderci dalla continuazione del pogrom del 7ottobre in forma psicologica, cioè con antisemitismo, malinformazione, indifferenza da parte di tanti popoli.