“That’s why we stand, why we bow and why we speak quietly. And that is also why we ask G‑d for what we want. Being G‑d-centered doesn’t mean not speaking up; it can mean speaking up and sticking out your neck for something bigger than yourself. It means mustering up the effort needed to make the world a better place, a dwelling for G‑d.”   Rochel Holzkenner

Ogni volta che scrivo il tuo nome mi domando perchè la tradizione mi vieta di scriverlo per intero, poi mi ricordo che il motivo è che cosi potrebbe essere cancellato dal mio cursore del computer, o strappato il foglio di carta su cui l’avevo scritto, e mi dispiacerebbe vedere questo. Quindi decido che Ti scriverò D@o, o G@d, perchè la chiocciolina mi ricorda un abbraccio.

D@o della mia vita, non solo non posso detrarre lettere dal Tuo nome, ma anzi voglio ringraziarTi per tutte le benedizioni che mi hai dato, per crescerle dentro di me e impiegarle nel Tuo mondo. 

Tu dirai, l’hai sempre fatto, e non lo dico con presunzione o per farmi grande, eh! Infatti hai ragione, l’ho sempre fatto, mettendo prima di me i bisogni  degli altri – almeno cosí come espressi da loro. Secondo me perchè ero un Io, figlia di tanti Io, non di un Noi. Ma la mia anima non si è accontentata di comportarsi da Io, usando le ricchezze in modo fine a se stesso, non provando mai gioia. Ti ho cercato nelle persone, ho cercato un ideale per vivere quel Noi in modo aperto, solidale, sicuro.

Tanta voglia di formare questo Noi mi ha indotto a sposarmi due volte. La prima volta ero molto giovane e siamo stati benedetti da una meravigliosa creatura. Per continuare a scoprire il mio Io, ho continuato il mio cammino che diventava sempre più simile ad un percorso ad ostacoli, infuocati, gelidi, rischiosi, incomprensibili, che mi hanno lasciato un segno. Alla luce di oggi, vedo questo matrimonio, nella sua generosità, come una trasformazione di una nostalgia dolorosa in una promessa di giustizia.

Al compimento, tragico, di quel pezzo di vita, la mia femminilità cercava un fine più alto, la mia ricerca di un Noi si sviluppava sempre più in senso di reciproca, onesta solidarietà per la guarigione dell’insieme, e quanto bisogno ce n’era! Questa energia mi ha portato con tempo al secondo matrimonio. La realtà immediatamente successiva è stata di scioccante abbandono.  A quel punto avevo la scelta fra due vie opposte, reagire, rincorrendo un fantasma che mi avrebbe lanciato spilli negli occhi, oppure agire, aprire i bellissimi occhi che mi hai concesso verso la bellezza, lo studio, la gioia e l’impegno per coltivare la terra fertile intorno ai crateri che comunque devo sempre stare attenta a schivare. Una buona Terra che grazie a Te ho seminato per me stessa e per Noi, quell’importantissimo Noi che siamo mia figlia ed io, anche se con tempi un pò sfasati ma … Oy. E poi questo Noi è anche stato accresciuto!

Dopo dodici anni, è venuto il momento di essere completamente me stessa, D@o, aiutami Ti prego. Ho chiesto con gentilezza all’interessato di dare il consenso al divorzio, ma finora ho avuto difficoltà. Io reclamo la mia libertà da questo vincolo vuoto e ingiusto. Sono pronta a fare tutto ciò che devo per questo. Ricordati di me? 

Grazie, grazie, grazie, dalla Tua Lior

 

Share it
Piattaforma di gestione del consenso di Real Cookie Banner