Londra, 9 di Tishri 5784, 24 Settembre 2023
Fino all’età di 7 anni ho avuto paura di immergermi nel mare, quelle meravigliose acque della Sardegna cosi accessibili da casa. Avevo terrore di non riuscire a rimanere con la testa fuori dall’acqua, non per paura di morire ma per il timore di vedere cosa c’era sott’acqua. Piante scure ondeggianti, scogli appuntiti, pesci sconosciuti minacciavano la mia convinzione di sapere cosa aspettarmi dal mondo attorno a me.
Un bel giorno, durante un’ estate a Capo Testa, alcuni vicini di scoglio decisero che dovevo vincere la paura: in un sol colpo sgonfiarono i miei braccioli, mi fecero scivolare via il materassino su cui navigavo e in un baleno fui inghiottita dal mare. Scoprii che con sinuosi movimenti delle mie gambe, le pinne mi propagavano in ogni direzione volessi: avevo ancora paura di vedere, ma godevo dell’abbraccio dell’acqua. Mia madre mi comprò una maschera e da quel giorno conobbi un nuovo mondo all’estremità opposta a quello che già amavo esplorare ogni giorno, le vette rocciose della Gallura. Entrambi erano silenziosi e rassicuranti.
Mayim Chayim, l’acqua è vita, Mosè, il Mar delle Canne, Miriam e dopo di lei la roccia …
L’acqua scorre, l’acqua trasforma. Nell’acqua non sento peso, perchè l’acqua lascia andare. L’acqua scorre come l’aria, ma questa ravviva il mio fuoco mentre l’acqua lo può spegnere. Va bene, se estingue il rimorso, il senso di inadeguatezza e il bisogno di rassicurazione dall’esterno di me.

Acqua verde e piena di vita dei canali di Regent’s Park, accogli questo sassolino, che ho avuto per tutto l’anno appena trascorso, come simbolo di tutto ciò di vecchio, dannoso e inutile che voglio lasciare andare attraverso di te.
Amen

