Quando il peso del vuoto e del silenzio tra mamma e me diveniva troppo, ho chiamato l’Eternità. Non posso sapere come sarebbe nell’altro caso – e sinceramente se posso scegliere ne faccio volentieri a meno, ma non sono io che scelgo, giusto? – ma la cosa innaturale, insopportabile è che mamma è viva, ma isolata.
L’Eternità, nella persona di un angelo di dottoressa dell’ospedale, mi ha telefonato e appena il video è apparso Silvia è apparsa. Oddio, sembrava più un collegamento con il paradiso, tanto tutto era bianco: la pelle e la maglietta di mamma, tutto intorno a lei e la dottoressa sigillata in quelle tute spaziali bianche che ormai conosciamo fin troppo bene dal TG.
Naturalmente, mentre mamma era alquanto cool – trovando il modo di fare le sue severe rimostranze sul trattamento (!LOL!) – io ero un totale straccio di emozioni e completamente fuori di me piangendo dalla felicità.
Camminiamo sul ghiaccio sottile, tutti, ma almeno guardando mia madre negli occhi le ho ricordato tutti noi che l’aspettiamo e sopratutto che stanotte, B’H, lei ed io abbiamo un anniversario da festeggiare.
Mazal tov a mamma e me!

