Amo tanto le piante e in tutte le mie case ne ho sempre avuto una. Ma, forse proprio per eccesso di attenzioni, non posso definirmi un pollice verde: cioè finchè stanno bene, tutto bene, ma se qualcosa va storto, di solito le ho perse.

Inoltre, si sa che in appartamento, quindi in vaso, le piante non possono contare sui benefici di tutto l’ecosistema della Natura, sopratutto quando non si sentono bene.

Il nostro bellissimo Gelsomino ha circa tre anni e le scorse estati, in  Maggio, ha sempre avuto una splendida fioritura; però solo una, e mi sono spesso chiesta perchè.  Comunque tutto ciò nonostante traslochi, cambi di ambiente e questo scorso inverno 2019/2020 anche l’essere  posizionato all’esterno sul davanzale. 

Sembrava tutto ok, quando le sue foglie hanno preso a diventare rosse, ma di un rosso stupendo, tipo foliage d’autunno!  Era veramente buffo vedere alcune foglie verdissime punteggiate dai fiorellini bianchi e questo rosso intenso!  Però chiaramente c’era un problema.

Il mio amico Wilde, che si intende di agricoltura e giardinaggio, mi ha consigliato di cambiare la terra del vaso con una apposita. Nel negozio poi la venditrice mi ha anche consigliato un concime liquido per aiutare il Gelsomino, anzi sostenendo che forse non era il caso di cambiare la terra per non disturbare la fioritura.

A casa, prendo in braccio il fustacchione – parlandogli e spiegandogli il perchè di questo improvviso caos – procedo al cambio di terriccio e .. voilà, neanche un fiore per terra! Ho pensato fosse un buon segnale, l’ho rimesso sul davanzale, innaffiandolo bene con il nuovo prodotto.

Durante gli ultimi due mesi il caro Gelsomino è migliorato molto, io l’ho aiutato togliendo frequentemente le foglie rosse in modo che la linfa non andasse sprecata in loro, gli ho parlato ogni mattina (anche esprimendogli la mia solidarietà per la sopportazione delle orribili esternazioni del nostro dirimpettaio di finestre) e non appaiono più foglie rosse.

Invece, ieri ho trovato con gioia che Gelsomino sta fiorendo una seconda volta! 

In Ebraismo, la festa di Pesach, uno dei tre festival biblici e quello che rievoca la liberazione dalla schiavitù, è talmente importante che a noi viene concessa una seconda data, circa un mese dopo, per festeggiare, chiamata appunto Pesach Sheni (il secondo Pesach).

Questa tradizione affonda le radici (haha appropriato in questo mio racconto!)  nell’antichità, quando era possibile che qualche viaggiatore non riuscisse ad arrivare in tempo per vivere appieno questa festa.

Ecco perchè questa ‘fioritura sheni’ del mio Gelsomino e’ per me un’emozione grande: infatti durante la prima ero cosi preoccupata per lo stato della pianta che non me la sono goduta, ed è un segno di ritorno alla vita!

  

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