Nel sottotitolo di questo mio giornale ho scritto che ho scelto questo nome, Or Ein Sof, per avere un aiuto, un buon influsso di energia che mi aiuti a superare la mia difficoltà a mantenere costante una mia impresa, una situazione.

Luce senza Fine, questo il significato del titolo, è ciò di cui ho bisogno per conquistare la mia identità completa e autonoma.

Oggi è il 4 di Nissan, il 26 di Marzo, e siamo entrati nel mese ebraico della liberazione, quando celebriamo l’esodo dall’Egitto, la fuga dei nostri antenati Israeliti dalla schiavitù, in viaggio verso la Terra Promessa.

Durante gli scorsi 11 anni l’ebraismo mi ha fornito la base, lo zoccolo duro dell’educazione alla vita e della fede in uno scopo, nel significato della mia presenza qui. Come in Ayurveda sappiamo che la durata della guarigione è direttamente proporzionale al tempo da cui esiste lo squilibrio, quindi ha senso che per i miei 58 anni totali ce ne sono voluti circa un decimo :-)!

Ma è grazie specialmente al mese appena trascorso, Adar, che il mio cuore è gonfio di gioia e tutto il mio essere, corpo e anima, e mente, sono grati di essere sopravvissuti fin qua, superando delle prove indicibili e dei dolori fortissimi. E’ grazie ad essermi aggrappata con tutte le mie forze ai costanti messaggi di aiuto, spunti di riflessione e insegnamenti da parte della mia comunità ebraica e delle persone a mie più care, se oggi torno a rinascere. Ho sentito il dovere di tornare alla gioia, proprio come dice la tradizione per il mese di Adar.

Questa volta non è un dipingere di rosa la realtà. Mi rendo conto della mia storia e che questo non basterebbe a chiedere scusa a tutte le persone che mi hanno dato fiducia, mi hanno apprezzato, mi hanno scelto e da cui io sono scappata dando ragione invece a chi non credeva, non mi aveva scelto. La mia creatività manuale, che era il mio unico linguaggio a partire dalla mia giovane età adulta, si era spezzata.

In compenso, negli ultimi anni ho rafforzato invece la mia capacità critica, il concepimento delle parole, le mie idee sul mondo, la mia visione realistica. Bellissimo, ora potevo ricostruire la mia creatività anche e sopratutto con la comunicazione, oltre alla manualità, quindi ho voluto provare a tenere un blog.

Ma gli avvenimenti importanti della mia vita, le vicende del mondo, il mio percorso spirituale cosi intrecciato al mio lavoro … è stato come se le mie parole fluttuassero in un mare agitato, ogni momento vedevo uno spunto per scrivere e subito le mie emozioni e la paura di non farmi capire mi strappavano di bocca quell’argomento, la forza di parlare. E ritornavo come una barchetta in balia delle onde. 

Il mio stupido ego mi diceva che non avrei mai potuto raggiungere la bellezza, la simpatia o la ricchezza di contenuto degli altri al mondo che scrivono sui media. La mia crescita culturale è cominciata in Inglese, e anche dopo l’arrivo a Modena la mia educazione ebraica è stata moltissimo più in Inglese, perchè pur apprezzando moltissimo l’Ebraismo italiano e i suoi Rabbini e i commentatori, per me era predominante l’interesse, direi l’affetto che nutro per gli Insegnanti, Rabbini e tutta la rete di movimenti culturali e religiosi tra il UK e gli USA.  Non trovavo il mio posto. La gioia di Adar, questa volta, è riuscita a convincermi che io ho il diritto e il dovere di avere il mio posto!

Per prima cosa, ho deciso di cominciare ad aiutarmi, finalmente. Intanto, non preoccuparmi troppo della lunghezza dei post di Or Ein Sof, perchè poi troverò un equilibrio. Ho deciso di chiedere aiuto agli autori e autrici di spunti illuminanti, anche in Inglese, quando mi ritrovo tanto nei loro scritti … inoltre facendo una delle cose che da studentessa sognavo di fare nella vita, la traduttrice.

Alla ricerca del mio linguaggio!

 

 

 

 

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