Il vino non é solo una bevanda qualsiasi nella tradizione Ebraica, é un simbolo di gioia, santitá e rituale.
Dall’accogliere Shabbat a celebrare festività e occasioni gioiose, il vino gioca un ruolo chiave. Era protagonista nell’antico sacro Tempio, dove veniva versato sull’altare con le offerte. Ma c’è una particolare attenzione riguardo al vino nella legge Ebraica, sopratutto a causa del suo uso nella storia in pratiche idolatriche. Quindi, quando si parla di vino, abbiamo alcune regole per mantenere intatta la sua santità.
Per iniziare, la benedizione. Prima di gustare un sorso di diciamo Borei Pri Hagafen, ringraziando D@o che ha creato il frutto della vite.
Dato che il vino é il più importante di tutte le bevande, pronunciare questa benedizione sul vino, e subito berne un po’, copre tutte le altre bevande – così come la benedizione sul pane copre qualsiasi cibo mangerai durante il pasto di Shabbat. Pertanto, dopo aver detto la benedizione sul vino, se desideri un bicchiere d’acqua non hai bisogno di dirne un’altra.
Ecco alcuni dettagli da tenere a mente:
Perché le bevande diverse dal vino (succo d’uva, distillati alcolici, ecc) siano coperte dalla benedizione, devi o averle in mente o averle davanti quando reciti la frase. Altrimenti devi ripetere la benedizione prima di prenderne un sorso. Ma se sei un ospite, la benedizione sul vino coprirà qualsiasi bevanda il tuo ospitante porterà fuori, anche se non ci pensavi o non l’avevi davanti, poiché è stabilito che prenderai parte a ciò che ti sarà servito.
Una post-benedizione. Quando finisci di bere e reciti la ‘Al Hagefen’ sul vino, essa copre anche tutte le altre bevande, anche quelli che possono non essere stati inclusi nel tuo Hagefen.
Non incluso nel Pane. Anche se la benedizione Hamotzi sul pane copre anche tutti gli altri cibi e bevande consumate nel pasto, il vino fa eccezione e dovrai sempre dire la benedizione prima di berne un sorso.
Un altro aspetto singolare del vino è che quando viene servito un secondo, migliore vino nel mezzo del pasto in compagnia, diciamo la benedizione Hatov Vehametiv, ringraziando D@o che è buono e genera bontà. Le condizioni richieste per poter dire ciò sono:
La seconda bottiglia é portata poiché era migliore in qualità, non perché la prima era finita. Anzi ci deve essere un pochino rimasto della prima. Bisogna essere in compagnia, non da soli.
La seconda bottiglia non viene servita subito dopo aver detto la post-benedizione che segue Hamotzi sul pane.
Che tipo di vino?
Una volta che questi requisiti sono rispettati, ci sono delle condizioni riguardo a qualità e sapore del vino stesso. Come regola generale, se il secondo vino è di qualità inferiore, la Hatov Vehametiv non è recitata.
Da rosso al bianco: se il secondo vino è bianco e solo leggermente inferiore, la benedizione viene detta. Ma se è così inferiore da essere difficile berlo, non viene detta.
Da bianco a rosso: se la prima bottiglia è bianco e la seconda è un rosso, allora la benedizione è detta solo se siamo sicuri che la seconda è davvero di qualità superiore.
Da vecchio a nuovo: se la seconda bottiglia è di invecchiamento più recente, dirai la benedizione solo se siamo sicuri che è almeno altrettanto di qualità della prima.
Cosa bere per primo? Quando hai due vini serviti allo stesso tempo, devi dire la Hagefen sul vino migliore, anche se anche se vorrà dire non poter dire la Hatov Vehametiv su un bicchiere della seconda bottiglia. Ciò detto, se qualcuno ha detto per errore la Hagefen sul vino inferiore, e poi ha assaggiato il migliore, deve dire la Hatov Vehametiv.
Vino non Ebraico.
Come dicevamo, il vino ha un ruolo centrale nei rituali come il Kiddush, così come nel servizio Divino nel sacro Tempio, dove veniva versato sull’altare affianco ai sacrifici. Allo stesso tempo, il vino era ed è usato in diverse forme di adorazione religiosa e idolatra. Per questa ragione il vino ha uno status importante nella legge Ebraica, che comporta extra restrizioni sul fare e trattare il vino. Queste restrizioni si applicano a tutti i vini, anche quelli usati per fini non cerimoniali.
É proibito bere o prendere vantaggio dal vino che era stato versato in un servizio di idolatria. Questo vino è conosciuto come yayin nesech (lit. “vino versato”).
I saggi decretarono che anche vino prodotto da non Ebrei o lasciato incustodito con non Ebrei, dove non è certo se era stato usato per pratiche idolatriche, è vietato. Questo vino è chiamato stam yaynam.
Inoltre, dato che bere vino in compagnia facilita relazioni più intime, i saggi decretarono che anche se i non Ebrei che trattarono il vino erano di credenza monoteista, quel vino é comunque proibito per prevenire un possibile inter-matrimonio. Però in questo caso il vino sarebbe proibito solo per bere, ma si potrebbe averne un beneficio.
In base a questo, la produzione e la cura del vino kosher deve essere esclusivamente fatta da Ebrei. Dalla manifattura al momento dell’ apertura della bottiglia, vino, succo d’uva e qualsiasi prodotto contenente questi ingredienti deve essere supervisionato da Ebrei. Una volta rotto il sigillo, è proibito consumare vino, succo d’uva o qualunque bevanda contenente questi prodotti se sono stati toccati da non Ebrei.
Prodotti della Vite. É importante sottolineare che nella legge Ebraica tutti i liquidi fatti da uva fresca o disidratata, che sia o no alcolica, come succo d’uva e aceto di vino, sono assimilati al vino a questo riguardo. Quindi cibi che contengono additivi o esaltatori di sapore a base d’uva devono sempre avere la certificazione kosher. Questo include prodotti come marmellata, soda, ghiaccioli, caramelle, frutta conservata in succo e varie bevande alcoliche che a volte sono mischiate al vino.
Vino cotto – Yayin Mevushal
Un’eccezione a quanto sopra è yayin mevushal (lit. vino cotto). Nel Tempio, il vino che veniva bollito non era più adatto per essere usato sull’altare. Quindi se il vino (o il succo d’uva) kosher veniva bollito, é considerato yayin mevushal e non è incluso nelle proibizioni per essere maneggiato da non Ebrei.
A causa delle molte potenziali difficoltà che possono emergere, la soluzione più semplice è usare yayin mevushal. L’etichetta di un vino kosher dirà chiaramente (di solito affianco al bollino kosher) se il vino è mevushal.
(continua)
Crediti e gratitudine a Chabad.org per questi insegnamenti.

