Sono alla shiva per Kay. Rabbi David e Rabbi Helen, da West London Synagogue, stanno conducendo le preghiere, David spesso suggerisce che lasciamo libere le nostre memorie di fluire e inondare il nostro cuore, anche se queste sopraffanno la preghiera canonica. Per me questa sera è cosi.
Kay, dice David, amava i canti della sinagoga. Me la ricordo cosi bene, con la sua intensa chioma bianchissima, i suoi occhi penetranti, accanto al suo David, al servizio di mattina di Shabbat.
Sono trascorsi dieci anni da questi primi ricordi, da quando, a gennaio del 2012, ero già a metà strada nel mio corso di preparazione alla conversione, e spesso incontravo Kay in varie attività della sinagoga, e mi diceva che le piacevano i modelli che creavo, e mi spronava a farne un lavoro. Per stare a Londra.
David, negli ultimi anni combattevate la vostra lotta con la malattia di Kay, vi seguivo da lontano, sempre con un pensiero. Kay, ti ricordo con il tuo sorriso cosi brillante anche a labbra socchiuse, ma contagioso di coraggio, tranquilla determinazione e posata simpatia. Sono fortunata ad averti conosciuto.
Baruch Dayan HaEmet. Possa la memoria di Kay essere di benedizione.
Amen.
Lior

