Nel 2011 partii per Londra per frequentare la mia ‘università’, perseguire lo studio dell’Ebraismo che finalmente iniziava – e non ha mai smesso – ad aiutarmi a creare le mie radici. Infatti io credo che l’educazione morale – almeno per me – non è semplicemente imparare come fare le nostre scelte. E’ diventare parte di una comunità, con una particolare tradizione, storia e stile di vita.
Però si, crescere intellettualmente e spiritualmente alla West London Synagogue – e in molte altre in parallelo e dopo – è stato per me decisivo per imparare a fare le mie scelte. La strada verso la sicurezza che posso fare quello che credo (basta che sia lecito) è ancora lunga ma .. l’importante è il viaggio, no?
Il primo grande passo per me nel ritorno alla vivere secondo le mie predisposizioni e migliori capacità possibili l’avevo fatto una decade prima, quando attraverso un notevole salto in avanti e una caduta dolorosa arrivai a riscoprire il mio lavoro vocazionale, l’arte del massaggio. Quando lasciai Milano per Londra avevo già tanta esperienza nel campo e l’idea era di prendere un periodo sabbatico di un paio d’anni.
Quindi misi da parte tutto il mio materiale per il massaggio, tra cui questi slip fatti di tessuto-non-tessuto con soffici e confortevoli elastici.
Lungo la strada il mio piano ha subíto una deviazione, e da Londra quattro anni fa sono rientrata a Modena, dove sono nata e ho vissuto un pò da teenager. Inserirmi con il mio lavoro è stato molto difficile: ho sperimentato una notevole differenza rispetto a ciò a cui ero abituata a Milano, ovvero nella ‘visione’ del massaggio, nella sua funzione personale e sociale e sopratutto nell’approccio maschile.
Qualche mese fa cominciai a confezionare le mascherine per il viso di stoffa, nel silenzio di una città sbigottita: sapevo che ci sarebbe stata penuria di quelle in vendita, e che, una volta arrivato il caldo, quel materiale sintetico non sarebbe stato piacevole. Ben presto però ho finito la scorta di elastico che uso nel creare accessori e abbigliamento, la mia passione. I fornitori erano tutti chiusi e allora mi venne in mente di tagliarli dai famosi slip da uomo! 
Questi elastici si sono rivelati assolutamente perfetti per le mascherine, meglio di tutti gli altri che ho usato. Sono delicati dietro l’orecchio e mi hanno dato la possibilità di rimettere un piccolo, ma significativo, mio pezzetto di insuccesso di nuovo in circolazione per la vita.
Vorrei lanciare un appello, a proposito di mascherina e di vita:
Questa pandemia è stata, è e sarà un esperienza dolorosa, già la fine tragica della vita di più di 30.000 persone.
Ormai sappiamo che l’uso della mascherina è importantissimo per la salute sociale (solo per citare una fonte https://www.forbes.com/sites/alicegwalton/2020/06/13/face-masks-may-be-the-key-determinant-of-the-covid-19-curve-study-suggests/?fbclid=IwAR0Ay6eZIfRpKCtAQOsBfuDRYarW05vnfeju5LMgyIeDPzU4wzlC3id_FeM#204482cf6497 ).
Abbiamo toccato con occhi sbalorditi le immagini trasmesse di quanto la Natura, anche quella già seriamente danneggiata dal nostro stile di vita come per esempio l’acqua del fiume Po, abbia immediatamente mostrato visibili segni di salute in seguito alla interruzione in Gennaio/Febbraio delle cause di inquinamento.
Vi prego, ascoltate: dobbiamo captare – nella mischia di tanti sentimenti, evidenze, dati statistici, positivi e negativi – gli insegnamenti da portar via da questo periodo di insicurezza, difficoltà, malattia ma anche speranza e possibilità di rivalutare le nostre vecchie abitudini.
Uno di questi è che, dato che la mascherina è e sarà il nostro nuovo accessorio, potremmo davvero evitare di usare quelle usa e getta.
Facciamocele o procuriamocele di buona stoffa, che trasmetta una buona energia al nostro volto; che possiamo lavare – e insegnare a lavare – in un baleno alla sera e al mattino è fresca e pulita; che è unica e personale ed qualcosa di cui prendersi cura e da amare, come noi.

