Descrizione
Sono molto appassionata al soggetto della fascia del sefer Torà, che coniuga il mio amore per l’ Ebraismo e la mia passione per i manufatti di stoffa e la storia delle persone e delle famiglie.
Durante i miei studi ebraici a Londra potei conoscere una grande varietà di fasce antiche. Infatti grazie alla Signora Evelyn Friedlander z’l’, madre di Rav Ariel J Friedlander, ebbi l’onore di prestare opera al Memorial Scroll Trust di Londra di cui ella è stata ispiratrice e curatrice, che ospita e cura la nuova vita di circa 1.500 rotoli di Torà salvati dalla distruzione delle sinagoghe dell’Europa dell’Est durante la Shoa.
Il progetto consistette nell’ arrivo a Londra di un carico di fasce da Praga, che noi procedemmo ad esaminare, catalogare e arrotolare ad arte per creare una collezione per il museo MST, di cui puoi sapere di più qui . Questa fu per me un’esperienza eccitante e preziosa. In questa foto, una delle fasce provenienti da Praga. 
La pratica più antica era che i sifrei Torà venivano avvolti solo con un panno, noto in ebraico e italiano come mappah. In origine la maggior parte di questi era fatta con vecchi abiti, ma alcuni rabbini disapprovarono questa pratica ritenendola irrispettosa della Torah. Infatti il comandamento biblico hiddur mitzvà esorta a rendere esteticamente belli gli oggetti e gli indumenti della vita rituale ebraica per rendere speciale la devozione e l’esperienza spirituale.
Allora, dato che la stoffa usata per avvolgere un bambino al momento del brit milà (circoncisione) era sacra, divenne usanza donarla per usarla come mappot che proteggono e abbelliscono i rotoli della Torà. Quando poi il bambino diventava bar mitzvah, a 13 anni, quella mappah andava ad avvolgere il rotolo da cui leggerà il ragazzo in sinagoga quel giorno, o più tardi andrà a far parte della tenda degli sposi, la chuppah.
Nella tradizione ashkenazita, germanica, questa fascia, di solito in lino e ricamata con immagini relative al bebè, alla famiglia, alla sinagoga di appartenenza, si chiama wimpel (parola yiddish derivata dal tedesco bewimfen, cioè coprire, nascondere); al giorno d’oggi è più frequente vederla in seta nuova. Altrimenti abbiamo il gartel, che nella usanza sefardita (paesi che affacciano sul Mediterraneo) è una vera e propria cintura elastica in velluto con fibbia.









Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.