Un vestito nuovo per la ‘Torah viaggiante’

 

Poco più di quattro anni fa a Bologna, Emilia Romagna, è nata Or Ammim, la prima Comunità Ebraica Progressiva. Rav Ariel J Friedlander di Londra è diventata la Rabbina di questa nuova congregazione, ricevendo incoraggiamento e sostegno per questo progetto dai suoi colleghi inglesi e americani.  Prima fra tutti è stata West London Synagogue of British Jews che con Rabbi David Mitchell hanno generosamente dato in prestito ad Or Ammim di Bologna un piccolo sefer Torà per accompagnare la nascita e la crescita di questa piccola comunità.

La piccola ‘Torà viaggiante’ è arrivata da Londra con il suo tipico mantello di velluto, un vestito ‘per tutti i giorni’.  Presto però è arrivato l’autunno, con le feste più importanti, Rosh Hashanà e i ‘Giorni della Meraviglia’ e Yom Kippur, durante i quali è tradizione che ogni rotolo della Torà del mondo si veste di bianco.

Allora bisognava provvedere!  Con gioia ho realizzato un mantello per la festa per la piccola Torà, in seta Shantung color avorio, decorato con una spumeggiante bordatura color ecrù, cosi da completare la dotazione del ‘rotolo viaggiante’ per le sue future destinazioni.

Oggi, dopo alcuni anni, grazie ancora a Rav Ariel Friedlander e alla rete del Rabbinato Progressivo nel mondo, Or Ammim ha ricevuto in prestito dalla sinagoga Ohev Beth Sholom di Youngstown Ohio, USA, una grande, bellissima Torà. Nelle foto, Rav Ariel personalmente trasporta in casa e poi osserva e controlla il nuovo Sefer Torah prima di consegnarlo in prestito alla comunità di Or Ammim.

Allora adesso la ‘piccola Torà viaggiante’ è ritornata alla West London Synagogue di Londra.  Magari per poi presto ripartire per una nuova missione in un’ altra nascente comunità ebraica.  Non senza un altro piccolo omaggio da parte mia, ricamato sulla sua fascia, detta anche Wimpel, di cui puoi leggere qui .

 

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Descrizione

La klaf (pergamena) che costituisce il Sefer, il rotolo su cui è scritta la Torà, è fissata ad ognuna delle estremità su un’ asta di legno chiamato in ebraico Etz Chayim (albero della vita). In sinagoga il rotolo è conservato verticalmente nell’ Aron, o Arca, spesso insieme a diversi altri rotoli, ognuno con la sua età, provenienza e storia.

Custodiamo la Torà sempre vestita con rispetto e bellezza, per il comandamento biblico Hiddur Mitzvà (parashat Tetzavvè). Di solito con un mantello in velluto e decorato con fili d’oro, ma le usanze e gli stili sono i più svariati, comunque con passamanerie e bordature e ricami. 

 Quando in Sinagoga ci prepariamo a leggere la parashà della settimana, ‘svestiamo’ la Torà, srotoliamo i due Atzei Chayim, rivelando ai nostri occhi il testo scritto unicamente a mano sulla pergamena dal Sofer o dalla Soferet. Dopo la lettura la chiudiamo riarrotolando verso il centro i due atzei chayim e assicurandoli vicini per mezzo di una cintura detta Gartel (nella tradizione sefardita) o nella usanza ashkenazita con una bella fascia in stoffa detta Wimpel.  Come ho indicato sopra, puoi saperne di più in questo mio post.

Questa piccola Torà viaggiante è abbastanza semplice, mentre tipicamente i Sefarim hanno ornamenti in oro o argento, che racconto nella pagina del sito ‘Judaica’.  Però anche qui non manca la Yad, mano, che puoi vedere appesa ad un etz Chayim: è un puntatore che usiamo per seguire le parole durante la lettura della Torà al fine di non toccare l’inchiostro con le dita sopratutto perchè si potrebbero danneggiare le lettere con l’unto della pelle. E’ proprio come una minuscola manina con l’indice puntato e un lungo braccio per tenerla in mano. Di solito in metallo, naturalmente nella storia ne sono stati creati pezzi con materiali di grande pregio e autoctoni della zona: ad esempio raccontava Rav Goldstein della comunità di Modena nella Giornata della Cultura Ebraica 2023, che durante il Rinascimento gli artigiani ebrei di Livorno crearono la yad in corallo https://catalogo.beniculturali.HistoricOrArtisticProperty  Chissà che meraviglia!

 

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