Oggi iniziano i dieci giorni di meraviglia, di stupore … da questa sera che sarà la vigilia di Rosh HaShanah fino a Yom Kippur.
Perchè meraviglia, stupore?
Nella tradizione ebraica vi è un periodo dell’anno in cui noi crediamo di avere una speciale connessione con Te, che Tu sia più vicino. I primi dieci giorni del mese di Tishrí sono il nostro condotto spazio-temporale! Una bella Midrash dice che sono “i giorni in cui il Re scende nei campi, dove i contadini può stupirsi a vederlo da più vicino. a sentirne la voce, prima che torni al palazzo reale”.
Questa opportunità meravigliosa non viene all’improvviso: durante il mese di Elul ho cercato di agire come l’agricoltore che prepara il terreno per la semina di una nuova coltura. Diventare tutt’uno con il mio campo come progetto, similmente all’unione di due persone che si promettono amore – Elul è ritenuto dalla tradizione l’acronimo del verso del Cantico dei Cantici “Ani L’dodi V’dodi Li” cioè “Io sono della mia amata e la mia amata è mia”. Al contempo però risvegliare la mia consapevolezza di essere una persona singola e unica, con necessità proprie e le cui azioni hanno una conseguenza su tutto intorno a sè.
Durante Elul volto e rivolto la terra della mia vita, esamino ciò che vedo con spirito critico ma costruttivo – perchè lo scopo ultimo è la Teshuvà, il ritorno alla via giusta – parlo con le persone della mia vita, cerco di raggiungerle nell’intimo per capire se ho bisogno di fare aggiustamenti o riparazioni nelle relazioni, non da ultima la relazione con me stessa, i miei bisogni e le mie responsabilità, tutto ciò che fa il piacere di vivere. La contadina che c’ê in me sa che il Re è nei campi … per un pò ancora.
Arriva Rosh Hashanah, il nostro capodanno della Creazione, ed è il momento di seminare, chiedo di poter essere iscritta alla Vita, con nuovo impegno. Se ho fatto un buon lavoro, questi semi attecchiranno e il giorno di Yom Kippur Tu deciderai. Comunque andrà, vorrei dirTi che non ho mai apprezzato questo momento, questa festa, come quest’anno.
Infatti, nel mio articolo Elul/1 Ti ho spiegato come forse in passato non ho usato al meglio questo prezioso concetto di condotto spazio-temporale, ma vorrei approfondire. Credo che sia stato un meraviglioso regalo che Tu mi hai dato alla nascita: entrando in un ambiente familiare … diciamo difficile (!), mi hai dotato di uno strumento per provare a realizzare il principio di Hillel “Se io non sono per me stessa, chi è per me? E, se io sono solo per me stessa, cosa sono?” Devo ancora farcela, ma ce la metto tutta!
Oggi però voglio rendere grazie per aver avuto questo “condotto speciale” quando ho avuto la mia creatura. Da quando mia figlia è nata trentadue anni fa, almeno per alcuni anni, ho potuto gioire della sua vita e dare il mio meglio. Negli ultimi 15 anni ci sono state (o purtroppo ho lasciato che avvenissero – vedi articolo precedente!) molte, troppe interferenze che hanno reso difficile il nostro dialogo. Sopratutto negli ultimi tre anni, mentre aumentava la mia consapevolezza che avevo disperso le mie energie non usando il “condotto” propriamente per me stessa e per Irene, ho provato e riprovato a “ritornare”, come un lungo mese di Elul!
Poi, qualche tempo fa, ho provato la gioia immensa di sentire la sua voce ‘cinguettare’ nell’aprire spontaneamente il suo cuore a me, di percepire la sua disponibilità ad ascoltare e a vivere una buona relazione adulta. Credo di non esagerare paragonando questa esperienza alla percezione che “il Re è nei campi”!
Ma sarai Tu ad essere più vicino, o sono io che sono più vicino a Te?
Augurandoci un gioioso Shabbat di shalom e festa,
Tua Lior

