Shavua tov!  Buona settimana!  Oggi è domenica 9 di Nissan 5782, 10 Aprile 2022. Gli Ebrei hanno appena ieri festeggiato Shabbat HaGadol, lo Shabbat subito precedente la Pasqua ebraica o Pesach, la cui vigilia quest’anno cade il prossimo venerdì 14 di Nissan, il 15 Aprile e durerà 8 giorni.

Stamattina ho iniziato la mia nuova settimana andando a cercare il calore del sole, le mie gambe convincendo il mio bacino di non arrendersi per un pò di acciacchi ma anzi di seguire la luce, letteralmente.

Sono arrivata da Via San Giacomo dritta dritta in Corso Canalchiaro: era una visione bellissima, da un cielo blu vivido il sole caldo irrompeva, tuttora irrompe, nel freddo dell’ombra, e attorno alla chiesa di San Francesco vedevo arrivare i fedeli tenendo in mano la tradizionale palma per le celebrazioni.

Certo! Per i Cristiani, cattolici, ortodossi o protestanti, oggi è la Domenica delle Palme ed inizia la Settimana Santa che culmina con la Pasqua domenica 17 Aprile.  

Istintivamente, alla vista delle frasche ondeggianti, mi è balenata la visione di Sukkot, la festa ebraica di autunno. Infatti per esempio il tetto della Sukkà – la capanna – è uno strato rarefatto, un vedo non vedo, di rami di vegetazione tra cui, sopratutto in Israele, è certo facile ci siano anche foglie di palma. Poi, la vista della palma in mano ai miei concittadini, mi ha vagamente ricordato il Lulav, che insieme all’Etrog è il protagonista dei giorni della festa di Sukkot.

Non ho neanche immaginato una connessione tra due celebrazioni religiose, sicuramente non per una foglia di palma. Invece mi sono chiesta qual sia il significato, cosa precisamente il mondo cristiano celebra nella Domenica delle Palme, e appena arrivata al mio studio ho scelto online questo resoconto.

L’autore inquadra il momento della vita di Gesù (Cristo per i Cristiani)  in cui si situa il fatto all’origine di questa festa e dell’usanza dei fedeli di agitare le palme [… come tributo all’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme per andare incontro alla morte … ]

 passando subito a segnalare un rimando di essa alla festa ebraica di Sukkot [… durante la quale i fedeli salivano in pellegrinaggio al tempio con un mazzetto intrecciato di palme, mirto e salice…].

Già questo parallelo mi sembra molto strano: ovviamente il tempio di cui a Sukkot è lo stesso tempio dove il buon giovane ebreo rivoluzionario Gesù usava fare famosi sit-in, ma la divinità che gli Ebrei andavano ad omaggiare era proprio diversa, per cui al di là della presenza della foglia di palma (che sinceramente in Israele è tanto diffusa quanto un pioppo nelle campagne dell’Emilia), non vedo quale relazione ci sia in questi due momenti incastonati in credenze e tempi lontani di due religioni e culture.

A Sukkot il popolo ebraico in pellegrinaggio portava al tempio l’offerta di una parte del raccolto dell’estate. Invece il “mazzetto”, che non è piccolo, si chiama Lulav, e per comandamento noi lo scuotiamo, con un preciso ordine, durante i giorni della festa; è sempre abbinato all’Etrog e tutti insieme formano le quattro specie.

A proposito del Lulav, l’autore dell’articolo (vedi link) suggerisce significati di ogni specie che non mi risultano essere quelli che dà l’Ebraismo, ovvero dove ognuna rappresenta una gradazione di qualità e bontà dell’essere umano:

  • 1 ramo di palma da dattero, che si chiama proprio Lulav, non ha profumo ma il suo frutto è saporito, simbolo di una persona di non particolare bontà ma di intelligenza e cultura
  • 2 rami di salice, non ha profumo nè sapore, indica qualcuno nè buono nè intelligentr
  • 3 rami di mirto, non ha sapore ma è profumato, indica una persona buona e dedita anche se non particolarmente istruita e intelligente
  • l’Etrog, come un grosso cedro, che siamo comandati di tenere in mano e odorare, ha come più importante compito l’essere bellissimo, senza imperfezioni (tanto che la sua selezione comporta un prezzo alto ed è paragonabile ad un sacrificio) per realizzare la hiddur mitzvah, che vuol dire “abbellire” una mitzvah, un’azione comandata da D@o. Quindi Etrog è sia buono come sapore che profumato, e anche bello: tanto che la midrash (leggenda) racconta che questo potrebbe essere il frutto proibito del Giardino dell’Eden, poichè essendo il suo tronco anche bello quanto il frutto, corrisponderebbe a come racconta la Scrittura “Eva vide che l’albero era bello …”    

 Siccome credo che sia stupendo conoscere le tradizioni e sopratutto i principi fondanti delle religioni altre rispetto alla propria, mi dispiace leggere spiegazioni confusionarie sotto la pretesa di cosiddetti rimandi e appartenenza comune: essere diversi non è un difetto, e bisogna avere il coraggio delle proprie scelte.

Kosher Pesach Sameach a tutti gli Ebrei,  e un caloroso augurio di una significativa Pasqua di Resurrezione ai Cristiani che la celebrano.

LiOr

 

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